Con la pubblicazione del DPCM 11 maggio 2026, n. 121, entrano finalmente in vigore i criteri per individuare i 3.715 Comuni montani che potranno beneficiare delle misure previste dalla Legge 12 settembre 2025, n. 131 (“Legge sulla Montagna”). Il provvedimento rappresenta un tassello fondamentale della strategia nazionale per sostenere lo sviluppo economico e sociale delle aree montane, contrastare lo spopolamento e favorire nuovi investimenti.
Per imprese e professionisti si aprono nuove opportunità, mentre sono previste anche importanti misure a favore di lavoratori, giovani e famiglie.
Quali sono i Comuni interessati?
Il DPCM ha individuato 3.715 Comuni che soddisfano i requisiti altimetrici e geomorfologici previsti dalla legge e che potranno accedere alle agevolazioni.
L’elenco completo dei Comuni montani è disponibile qui:
Le misure più interessanti per imprese e datori di lavoro
La Legge sulla Montagna non introduce soltanto interventi di carattere sociale, ma contiene strumenti pensati per favorire nuovi investimenti e nuova occupazione nei territori montani.
Credito d’imposta per nuove imprese giovanili
È previsto un credito d’imposta per:
- Micro e piccole imprese avviate nei Comuni montani a partire dal 20 settembre 2025, il cui titolare non abbia compiuto 41 anni;
- Società e cooperative costituite dalla stessa data, purché oltre il 50% del capitale sia detenuto da persone fisiche under 41.
Il credito d’imposta è riconosciuto per il periodo d’imposta in cui viene avviata la nuova attività e per i due periodi d’imposta successivi, a condizione che l’attività sia esercitata per almeno otto mesi nell’anno, anche non continuativi.
L’agevolazione è calcolata sulla differenza tra:
- l’imposta determinata applicando le aliquote ordinarie al reddito prodotto dall’attività svolta nel Comune montano;
- l’imposta calcolata sullo stesso reddito applicando l’aliquota agevolata del 15%.
Il reddito agevolabile è considerato fino a un massimo di 100.000 euro. Nei Comuni montani con popolazione non superiore a 5.000 abitanti, nei quali sia presente una minoranza linguistica storica rappresentativa di almeno il 15% dei residenti, il limite sale a 150.000 euro.
Il credito è utilizzabile esclusivamente in compensazione tramite modello F24 ed è riconosciuto nel limite complessivo di 20 milioni di euro annui a decorrere dal 2025. Le modalità operative, i controlli e la verifica del requisito anagrafico saranno definiti con un apposito decreto attuativo.
Credito d’imposta per imprenditori agricoli e forestali
È previsto un credito d’imposta utilizzabile in compensazione a favore delle imprese che operano nel settore agricolo e forestale e che hanno sede e svolgono prevalentemente la propria attività nei Comuni montani. Possono beneficiarne:
- imprenditori agricoli;
- imprenditori forestali;
- cooperative agricole e forestali;
- consorzi forestali;
- associazioni fondiarie.
L’agevolazione è riconosciuta per gli investimenti finalizzati alla realizzazione di servizi ecosistemici e ambientali a beneficio dell’ambiente e del clima, anche attraverso interventi di manutenzione del territorio, con l’obiettivo di promuovere la gestione sostenibile dei boschi, prevenire il dissesto idrogeologico e tutelare l’ambiente montano.
Esonero contributivo per chi favorisce lo smart working
Tra le misure di maggiore interesse per le imprese figura un esonero parziale dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, pensato per favorire il trasferimento di giovani lavoratori nei piccoli Comuni montani e contrastarne lo spopolamento.
L’incentivo è riconosciuto ai datori di lavoro che adottano il lavoro agile come modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa e riguarda ciascun dipendente che soddisfa contemporaneamente i seguenti requisiti:
- è assunto con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato;
- non ha compiuto 41 anni di età;
- svolge stabilmente la propria attività in modalità di lavoro agile;
- trasferisce la residenza e il domicilio da un Comune non montano a un Comune montano con popolazione inferiore a 5.000 abitanti.
La misura consente quindi alle imprese di ridurre il costo del lavoro nei confronti dei dipendenti che scelgono di trasferirsi nelle aree montane, incentivando al tempo stesso modelli organizzativi flessibili e favorendo il ripopolamento dei territori più soggetti al fenomeno dello spopolamento. Le modalità operative, la misura dell’esonero e le procedure per la fruizione del beneficio saranno definite con un apposito decreto attuativo.
Le principali agevolazioni per cittadini e lavoratori
Tra le misure volte a favorire il ripopolamento delle aree montane, la legge introduce un’agevolazione dedicata ai giovani che scelgono di acquistare o ristrutturare la propria abitazione principale in uno dei Comuni montani individuati dal DPCM.
Possono beneficiarne le persone fisiche che non abbiano compiuto 41 anni nell’anno di accensione del mutuo e che stipulino un finanziamento ipotecario o fondiario per l’acquisto o la ristrutturazione di un immobile destinato ad abitazione principale, compresi i fabbricati rurali a uso abitativo. Restano esclusi gli immobili di lusso (categorie catastali A/1, A/8 e A/9).
L’agevolazione consiste in un credito d’imposta commisurato agli interessi passivi dovuti sul finanziamento, riconosciuto nell’anno di accensione del mutuo e nei quattro periodi d’imposta successivi. Il credito sarà utilizzabile nella dichiarazione dei redditi e le modalità operative saranno definite con un apposito decreto ministeriale. Il beneficio non è cumulabile con la tradizionale detrazione IRPEF degli interessi passivi sul mutuo per l’abitazione principale.
Personale sanitario e scolastico
La Legge sulla Montagna introduce specifiche misure per favorire la permanenza e il trasferimento nei territori montani del personale sanitario e scolastico. Medici, professionisti sanitari, operatori socio-sanitari, insegnanti e altro personale della scuola possono beneficiare di un credito d’imposta per le spese sostenute per la locazione o per il finanziamento dell’abitazione utilizzata per ragioni di servizio in un Comune montano o in un Comune limitrofo.
Per entrambe le categorie, il credito è riconosciuto annualmente nella misura del 60% del canone di locazione o dell’ammontare annuale del finanziamento, fino a un massimo di 2.500 euro. Nei Comuni montani con popolazione non superiore a 5.000 abitanti, caratterizzati dalla presenza di una minoranza linguistica storica rappresentativa di almeno il 15% dei residenti, l’agevolazione sale al 75%, entro il limite massimo di 3.500 euro.
Sono previste inoltre misure di valorizzazione professionale. Per il personale sanitario, l’attività svolta nelle strutture di montagna può attribuire un punteggio maggiore nei concorsi e costituire titolo preferenziale per determinati incarichi, oltre a consentire il riconoscimento di specifiche indennità economiche nell’ambito della contrattazione collettiva. Per il personale scolastico, il servizio prestato nelle scuole di montagna può invece dare diritto a punteggi aggiuntivi nelle graduatorie provinciali per le supplenze e nelle procedure di mobilità, con un’ulteriore valorizzazione dell’esperienza maturata nelle pluriclassi.
Famiglie e qualità della vita
La Legge sulla Montagna non si limita a introdurre incentivi economici, ma punta anche a migliorare in modo strutturale la qualità della vita nelle aree montane, rendendole più attrattive per residenti, famiglie e nuovi lavoratori.
Tra gli interventi previsti rientrano il potenziamento dei servizi educativi per l’infanzia, attraverso la promozione di asili nido, micronidi aziendali e modelli organizzativi flessibili in grado di rispondere alle esigenze delle famiglie e di favorire la conciliazione tra vita privata e lavoro.
Particolare attenzione è riservata anche al rafforzamento dei servizi essenziali, con iniziative volte a migliorare l’assistenza sanitaria, l’istruzione, la formazione, la mobilità e l’accessibilità ai servizi pubblici, contrastando le difficoltà legate alla distanza dai principali centri urbani.
La legge promuove inoltre il potenziamento della connettività digitale e della banda ultralarga, favorendo la diffusione del lavoro da remoto, della telemedicina, dei servizi digitali della pubblica amministrazione e di progetti di alfabetizzazione digitale rivolti a cittadini e imprese.
Infine, sono previste misure per sostenere il commercio di prossimità e le attività economiche locali, valorizzare il patrimonio ambientale e turistico e incentivare il ripopolamento dei territori montani, nell’ottica di garantire comunità più vitali e servizi adeguati anche nei Comuni maggiormente esposti al rischio di spopolamento
Attenzione: non cambia la disciplina IMU e PAC
La nuova classificazione dei Comuni montani introdotta dalla Legge sulla Montagna non incide né sull’esenzione IMU prevista per i terreni agricoli situati nei Comuni montani né sulle agevolazioni della Politica Agricola Comune (PAC), che continuano a essere disciplinate dalle rispettive normative di settore.
Lo Studio Data Impresa è disponibile a fornire assistenza nella verifica dei requisiti e nell’individuazione delle agevolazioni applicabili.
Contattaci per valutare le opportunità previste dalla Legge sulla Montagna e ricevere supporto nella presentazione delle relative richieste.
Il nostro Studio di Commercialisti e Consulenti del lavoro si trova a Seren del Grappa, a pochi chilometri da Feltre, ma lavoriamo con aziende e professionisti di tutto il territorio nazionale.
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